Cucciolata ottobre 2016

Pubblicato il 04 Novembre 2016
Il 28 ottobre sono nati sette splendidi cuccoli della D Cucciolata!!

 



Ci sono ancora alcuni cuccioli disponibili. Conseguentemente ad alcuni spiacevoli episodi, prego tutti coloro che vogliono prendere contatto per chiedere informazioni sui cuccioli, di leggere attentamente quanto segue.

   


Perchè ho il diritto di scegliere se puoi avere un mio cucciolo o no

Ogni cucciolata porta con sé esperienze nuove e banchi di prova. Situazioni positive, altre spesso negative, ma mi rendo conto che sono tutti dei passaggi, dei riti di iniziazione per costruire e fortificare il sogno che si desidera realizzare.

Questa volta, almeno fino a questo momento, il banco di prova sembra essere “la scelta dell’adottante giusto”. Molte delle richieste avute fino a questo momento mi stanno seriamente scoraggiando, sembra che fatichi ad arrivare a suonare il campanello la persona giusta.

Ho le mie convinzioni (oltre alle conoscenze necessarie), che mi portano ad aver chiaro in testa come deve vivere ed essere gestito un cane. Se poi parliamo di un mio cucciolo, tutto ciò diventa dogma.

Fondamentalmente sono due i grandi argomenti che sono metro di giudizio e di valutazione:

Dove vivrà il cane e come sarà gestito. Accoglienza nel nucleo familiare sentimentalmente e fisicamente. Disponibilità a farsi guidare da figure competenti nella sua prima educazione. Bandite le cucce in giardino. Banditi i rimedi “fai da te” basati su leggende metropolitane e arcaiche visioni popolari.

Mi dispiace, ma nel momento in cui cedo un mio cucciolo, non posso prescindere dall’indagare tutto ciò.

Prima di contattarmi, rivolgetevi queste domande: il cucciolo che tanto desidero, entrerà a far parte pienamente della mia vita di tutti i giorni? Avrà il suo posto dentro casa, nella condivisione di una vita sociale? Sono disposto e ho il tempo per dedicarmi a lui con particolare cura e sollecitudine soprattutto durante i primi mesi della sua seconda fase di crescita? Mi lascerò guidare da chi ha le competenze per farlo?

Se al di là dei limiti, degli impedimenti e delle concrete possibilità di cui si dispone, la risposta a queste domande è “Sì”, chiamatemi vi stavo aspettando!
Non illustrerò in questo testo le motivazioni per le quali richiedo che ci siano questi presupposti, lo farò quando dopo aver letto tutto ciò, deciderete di chiamarmi o di inviarmi una mail.

In queste righe ho voglia di chiarire un’altra cosa, la intitolerò “Perché ho il diritto di decidere se puoi avere un mio cucciolo o no”.

Allevo Labrador Retriever perché li amo e mi entusiasma l’idea di poter contribuire alla selezione di questa razza. Non allevo per vivere, il mio lavoro è un altro. Il mio lavoro è prezioso perché è ciò che mi permette di poter coltivare questo progetto, questo sogno. Quanto ricavo al netto, da ogni cucciolata, diventa investimento sempre per l’allevamento. Non mi arricchisco, ho solo la possibilità di continuare.

Metto da parte in questo scritto, la descrizione dell’impegno quotidiano che riverso per gli adulti perché il messaggio che voglio lanciare deve essere ben focalizzato sui cuccioli.

Quando arriva la tanto attesa cucciolata di turno (di media è una ogni anno/anno e mezzo), per tre mesi e a volte poco più, la mia vita si ferma.

La mia vita sociale non si azzera del tutto grazie agli amici che invece di aspettarmi in centro, scelgono di venire qui da me.

La sveglia suona prima del solito, perché prima di partire per il lavoro, ho un altro lavoro ad aspettarmi: cuccioli da pulire, da far mangiare, da sistemare….

Dormo di meno, soprattutto il primo mese di vita, perché i miei cuccioli non vivono in un box affidati alle sole cure della madre. Sono io a trasferirmi nella nursery e sul mio letto a castello proprio sopra la cassa parto, chiudo gli occhi lasciando le orecchie sempre aperte per essere attenta a cogliere un respiro, un pianto che magari segnalano una situazione da controllare.

Torno dal lavoro e non mi metto comoda sul divano perché ci sono i cuccioli da controllare, da sistemare, da pulire, da far mangiare, da far giocare.

Dal primo mese di vita al secondo l’attività principale è fare il netturbino, i cuccioli non si auto puliscono e purtroppo non usufruiscono della toilette.

Non sono soli mai, quando manco per lavoro ci sono le Gentlestep’s Angels che fortunatamente si prendono cura di loro.

Quando mi assento per fare la spesa, ho sempre il cellulare tra le mani per controllarli attraverso la videocamera.

Trascorro il mio tempo con loro: ad osservarli, a interagire, a fargli vivere delle esperienze che sono importanti, fondamentali, proprio in quei primi due mesi di vita.

Valuto il loro carattere, le loro attitudini, la loro morfologia, la loro salute.

Dal primo giorno di vita so chi sono, li conosco, li riconosco. Non sono “sette cuccioli gialli” ma sono “il Maschio Rosso, la Femmina Blu….”.

Li peso ogni giorno due volte al giorno, so esattamente ogni giorno quanto ognuno di loro è cresciuto o se non è cresciuto.

Appunto su un quaderno quando cadono i cordoni ombelicali, quando si scuriscono i musetti e i polpastrelli, quando aprono gli occhi, quando iniziano a sentire, quando iniziano a muovere i primi passi.

Documento la loro crescita ogni giorno con foto e con racconti che inserisco nel sito, a disposizione di tutti.

Poi, arrivano i giorni delle partenze. Per ognuno che va via c’è un tempo in cui scendono delle lacrime. Sì, perché i piccoli zombie ciechi, sordi e striscianti, intanto sono diventati dei fantastici cuccioli di Labrador! Grandi rispetto al primo giorno ma ancora tanto fragili e bisognosi di cure e di affetto.

E ad andar via non è il “primo cucciolo”, il “secondo cucciolo”. Non è “un maschietto”, “una femminuccia”. Ad andar via sono il Maschio Rosso col suo nome, la Femmina Verde col suo nome, e io li conosco, li riconosco e li ho portati fino a quel saluto sani e salvi. Passando per batticuori e preoccupazioni. Per risate e stupori.

Li amo! Sono i miei cuccioli. Prima di metterli al mondo, ho pensato, studiato e programmato l'accoppiamento. La scelta di quel determinato stallone e di quella femmina, è ben ponderata, non è "a caso".

I miei labrador, i miei cuccioli, vivono in una casa. Se vi aspettate, ed è questo che reputate segno di qualità, ettari di terra con recinti e box dove adulti e cuccioli vivono più o meno allo stato brado, questo allevamento non fa al caso vostro.

Nella natura ci vado ogni giorno insieme ai miei labrador per vivere con loro un tempo all'aria aperta in libertà, qui ci gioco, ci lavoro quando è il tempo di prepararli a qualche prova. Quando faccio qualche gita loro sono con me. In vacanza loro sono con me. Quando vado al ristorante o a fare compere, qualcuno di loro è spesso con me. Quando devo assentarmi per lungo tempo, loro vengono affidati in pianta stabile alle cure di amici e collaboratori dell'allevamento che sono per me e per i miei labrador come familiari.

Cosa voglio dire con questo testo? Che io ho il diritto di scegliere chi può avere un mio cucciolo e chi no. Che vi farò tante domande, che ho bisogno di conoscervi. E se qualcosa non mi piace, il cucciolo non lo avrete. A niente servirà il denaro.

Voi non venite qui a comprare una merce, voi venite ad adottare un futuro membro della vostra famiglia, della vostra vita e siccome il cucciolo non può scegliersi la sua famiglia e la vita che preferisce, sono io a doverlo fare per lui. A voi forse sembrerà delirio ma questo è quello che accadrà.

Non entrate in questa casa per scegliere un cucciolo, entrate per farvi scegliere da me e da lui. Mi dispiace scioccarvi! Un cane è un essere vivente. È una scelta seria che accompagnerà gran parte della vostra vita. Ha dei bisogni, dei diritti. Non è un capriccio. Non è una decisione superficiale.

Dopo il primo contatto per prendere informazioni, se siete intenzionati a prendere un cucciolo Gentlestep, dovete venire qui. Devo conoscervi, dobbiamo parlare. Non esistono le prenotazioni via mail o telefonicamente. Questo è solo il primo passaggio, ma sarà quando i cuccoli avranno l'età giusta per ricevere visite e voi verrete qui, che si deciderà se effettivamente sarete l'adottante di un mio cucciolo.

Io ci sarò sempre per un mio cucciolo. Il giorno in cui lo cedo continuo a portare la sua responsabilità affinchè possa andare tutto bene. Potrete svegliarmi nel cuore della notte se qualcosa vi impensierisce. Anzi, è proprio ciò che desidero: poter continuare a seguirlo e ad avere  sue notizie.

Tutte queste attenzioni e questo modus operandi dovrebbe significare per voi, una prova della serietà con la quale allevo. Tutto questo dovrebbe rendervi felici e rassicuravi. Che il mio non è un commercio ma una passione. Ho verificato che non è sempre così e certe volte ho visto persone infastidite e risentite di tutto ciò. E allora ecco questo scritto: farà risparmiare un sacco di tempo a me e a voi.

Io scelgo a chi affidare la vita di un mio cucciolo. Per tutti gli altri, il Labrador Retriever è tra le razze più diffuse, potrete trovarne uno ovunque.



Mi permetto di riportare un testo di Valeria Rossi, una grande cinofila, uno dei pilastri della cinofilia italiana, che purtroppo ci ha lasciato.


“Se vuoi un mio cucciolo io ti devo conoscere, sapere chi sei, vederti bene in faccia, farti il terzo, quarto e pure quinto grado. Devo capire se “sei degno” di adottare un mio cucciolo, che per me, se non è proprio “come un figlio”, è sicuramente “come un nipotino”: è qualcuno a cui tengo, a cui voglio bene, e per niente al mondo deve andare a finire in mano di persone che non saranno in grado di renderlo felice.

Quindi non solo devi venire TU a casa mia (possibilmente più di una volta), ma ti devo rompere le scatole oltre ogni limite. E dobbiamo conoscerci bene, perché le scatole continuerò a rompertele anche dopo: non è che, una volta presi i soldi, mi disinteressi dei miei “nipotini”.

Ma come? Tu paghi e io mi permetto anche di farti le pulci anziché scattare ai tuoi ordini? Ma certo, tesoro: perché io ho svolto un servizio, nei tuoi confronti. Ed è questo che paghi. Paghi il fatto che mi sia preoccupata di far venire al mondo nel modo migliore (e cioè selezionando, controllando, spendendo una paccata di soldi in analisi, test, viaggi per cercare la monta più interessante, esposizioni per avere giudizi sui miei cani e così via), e poi di allevare con la massima attenzione e professionalità il cucciolo che sta per portarti a casa.

Questo servizio è un lavoro, onesto e serio, ed è giusto che venga ricompensato e ripagato (anche perché altrimenti, dopo due cucciolate, io finirei sotto i ponti): ma tutto il resto è un discorso nuovo e diverso. Il resto è AMORE. E’ il fatto che i cuccioli sono, appunto, i miei nipotini… e che i miei nipotini io non li mollo al primo venuto, neanche se dovesse pagare cifre astronomiche.

Se non mi piaci, il mio cucciolo non lo prendi. Proprio perché NON siamo al supermercato”.
 
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