Vicepresidente Apnec vs Cesar Millan

Pubblicato il 12 Gennaio 2013
Cesar Millan protagonista del programma televisivo "Dog Whisperer" dovrebbe girare alcune puntate della trasmissione in alcuni canili italiani. Veterinari, comportamentalisti, animalisti ed etologi sono contrari perchè utilizza metodi quanto meno controversi.
Per Aldo La Spina, vicepresidente dell'Apnec (Associazione Nazionale Educatori Cinofili Professionisti) il suo approccio riporta indietro la cinofilia di decenni.

Ecco la sua dichiarazione a proposito:

"I metodi coercitivi e la violenza gratuita utilizzati da Millan (collari elettrici e a strozzo, dominanza a tutti i costi, manualità pesanti e rollo-alfa ovvero mosse stile judoka) sono basati sulla imprecisa e fallace teoria del capobranco e sul condizionamento. Oltre che superati e inutili, questi metodi sono dannosi. Forse sono adeguati agli Stati Uniti, dove c’è la “pena di morte” per i cani “difficili” definiti aggressivi, che spesso vengono soppressi. Per salvare i cani Millan ricorre alle sue maniere spicce e dure. Ma negli Usa viene considerato aggressivo anche il semplice atteggiamento di launching, ovvero il lanciarsi addosso al proprietario o ad altri anche se il cane ne manifesta solo l’intento quando è ancora al guinzaglio: i proprietari devono prendere provvedimenti, ed ecco spuntare un Rambo armato a salvare la situazione. In Italia per fortuna c’è una legislazione più avanzata ispirata alla tutela (legge 281 del 1991, che vieta la soppressione e favorisce il recupero e il ricovero dei cani) ed esiste una sensibilità più evoluta nei confronti degli animali. La preparazione di chi lavora con i cani in Italia è migliore e più moderna rispetto a quanto viene proposto da Millan: la cinologia, la zooantropologia, il metodo di educazione gentile del cane, l’approccio emozionale e il recupero comportamentale messi a punto in questi ultimi decenni anche col mio contributo ci permettono di intervenire per salvare la vita dei cani in casi del genere, in modo più corretto, efficace e duraturo. Dobbiamo guardare avanti e non farci ingannare dagli show ad effetto che utilizzano metodi spettacolari ma superati e violenti. Negli stessi Usa la cinofilia più rispettosa e gentile, il cui capofila è Ian Dunbar, noto veterinario comportamentista, ispiratore delle puppy class per i cuccioli, è fortemente contraria a Millan e ne è nato un vasto movimento che ne contesta i metodi, come Animal Behavior Society. Dietro le quinte di quelle trasmissioni e agli apparenti risultati, ci sono cani che soffrono e obbediscono per paura e dolore, proprietari aggrediti dai cani perché incapaci di applicare un metodo così aggressivo. Del resto è un metodo che utilizza unicamente la forza fisica e strumenti coercitivi difficili o impossibili da padroneggiare da parte di ragazzi, anziani e persone non prestanti. Ribaltare grossi cani sulla schiena e rischiare di essere morsicati può fare audience ma non funziona nella pratica. Inoltre Millan rappresenta un falso e posticcio capobranco dal momento che non può essere riconosciuto come tale dal cane, perché non è un membro della famiglia. Il cane impara a sviluppare strategie di sopravvivenza come fosse sotto il tiro di un capo-gang di periferia. Ma diamo a Cesar quel che è di Cesar: qualche buon concetto lo esprime, come quello che il cane deve lavorare e tenersi in attività, anche se lui esagera; cerca di reinserirli nella società facendogli svolgere anche attività sportive. In Italia però non consideriamo più i cani come oggetti ma possiamo dedicarci al recupero dei cani “problematici” in un modo più evoluto e rispettoso della loro natura. Quello che fa Millan nel complesso è diseducativo e arretrato, va contro a tutte le più moderne acquisizioni della cinofilia, riporta i tempi in cui per farsi obbedire dal cane si tirava il collare a strozzo in alto e contemporaneamente si schiacciava il posteriore per farlo sedere, e per metterlo a terra si tirava in basso il collare: non c’era alcuna comunicazione ma il cane veniva trattato come una macchinetta da condizionare a forza. Millan non tiene in alcun conto l’intelligenza, la sensibilità e le capacità del cane, dà ordini nel mentre esegue forzature e non prima, puntando unicamente allo show e non alla educazione del cane. È come se un chirurgo di fama internazionale proponesse oggi come una novità un intervento di chirurgia invasiva, come una laparotomia, invece delle moderne tecniche chirurgiche endoscopiche".

A Striscia la notizia c'è stato un servizio giornalistico di Edoardo Stoppa con un resoconto del Convegno dedicato a Millan da ASETRA (Associazione di Studi Etologici e Tutela della Relazione con gli Animali)  e un intervento di Aldo La Spina.

Il servizio di Striscia
 
 
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